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 Venerdi 29 marzo di 2002

Un fegato bioartificiale per pazienti pediatrici

 

 

La Nación Ciencia/salud (Argentina), p. 11

Por Sebastian A Ríos - Redacción de La Nación

Trad. Dr Martin Galmarini (Buenos Aires)

 

 

“Nel nostro Paese, l'epatite virale fulminante nei bambini ha un’incidenza molto alta: solo nell’Ospedale Italiano viene diagnosticato in questo modo un paziente al mese” - incomincia il Dr. Argibay, direttore dell'Istituto di Scienze di Base e Medicina Sperimentale di questo ospedale -. “Questi bimbi hanno come unica soluzione il trapianto di fegato, ma non sempre si arriva in tempo”.

Per evitare che l’attesa dell'organo da trapiantare risulti infruttuosa con la morte del bambino, Argibay e i suoi colleghi hanno elaborato il primo fegato bioartificiale per uso pediatrico. I ricercatori sperano che questo dispositivo sia operativo l'anno prossimo.

“Nel corso del 2001, il nostro fegato bioartificiale è stato provato in un sistema capace di simulare le condizioni di  un bambino con epatite fulminante, e sembra funzionare alla perfezione” - dice Argibay -. “Quest’anno sarà sperimentato in animali con insufficienza epatica, condizione necessaria prima di essere approvato per il suo uso in clinica”.

Questo fegato bioartificiale - un organo artificale che contiene componenti biologici - è un complesso sistema che estrae il sangue del malato, l'ossigena in un polmone artificiale, quindi lo 'depura' dalle sostanze tossiche tramite una struttura (che i ricercatori chiamano minifegato) contenente cellule epatiche,  e lo fa quindi tornare al paziente.

I 'minifegati' sono formati da cellule epatiche di maiale: “Nell’ultimo congresso sugli xenotrapianti svoltosi a ottobre a Chicago si è visto che i virus porcini non infettano l'uomo”.

 

Creare un fegato in scala.

“Nel mondo si è già lavorato sui fegati bioartificiali per gli adulti, ma non per i pazienti pediatrici; i dispositivi sono troppo grandi", racconta il Dr Argibay, il quale in passato ha sviluppato un fegato bioartificiale per adulti già impiegato in clinica con buoni risultati.

Insieme ad Allicia Lorenti e Mariana Barbich, Argibay ha cominciato sperimentando i filtri da dialisi per bimbi nefropatici. "Questi apparecchi si adattano perfettamente ai flussi ed alle pressioni del sistema circolatorio di un bimbo. La sfida era migliorare le colture di cellule epatiche"

Normalmente, nei laboratori, queste cellule vengono coltivate su di un piano solo, una insieme all'altra, e per questo non riescono a sviluppare molte funzioni che esse compiono nel fegato, dove crescono in forma tridimensionale.

"Nel nostro laboratorio di ingegneria tissutale, la Dr.ssa Lorenti ha usato un sistema di coltura dove le cellule cominciano ad attrarsi reciprocamente, assumendo una disposizione tridimensionale, e quello che è più strepitoso, dove esse cominciano a funzionare come le cellule di un organo intero"

Questi 'minifegati' ideati dalla Dr.ssa Lorenti assumono a livello microscopico una organizzazione simile a quella del fegato; si hanno vasi, dotti biliari, ecc

“L’ostacolo successivo,” continua Argibay, “fu assicurare la corretta nutrizione dei 'minifegati' e la loro irrorazione col sangue del malato. La soluzione arrivò dal dipartimento di ingegneria, quando disegnarono un dispositivo specifico”.

 

Purificare il sangue.

Il fegato bioartificale sviluppato dai ricercatori dell’Ospedale Italiano può assistere sia i lattanti di basso peso che i bimbi fino a 6 anni in attesa di un trapianto di fegato. Attualmente si sta analizzando la sua possibilità di impiego anche nei bambini più grandi.

Come funziona nel dettaglio questo dispositivo? "Il sistema consta di una via che preleva il sangue del paziente dalla vena cava e lo porta ad un polmone artificiale per ossigenarlo. Il sangue, una volta ossigenato e riscaldato fino a 37°, passa alla camera bioartificiale dove entra in contatto con i 'minifegati' tramite una membrana” risponde il dr Argibay.

E’ lì che le sostanze tossiche trasportate dal sangue del malato vengono trattate dai 'minifegati'. "All’uscita da quest’organo bioartificiale il sangue torna 'pulito' al malato”, coclude Argibay, che è anche ricercatore associato all'Universita di Oxford”. Tutto ciò avviene alla velocità di 150 millilitri al minuto: ciò vuol dire che praticamente tutto il sangue di un paziente pediatrico durante un giorno di ‘trattamento' viene purificato mille volte.

L'anno prossimo, una volta superate le prove negli animali, ovviamente dopo l'approvazione del Comitato di Etica Clinica e di Etica di Ricerca, il dispositivo potrà cominciare ad essere usato nelle emergenze pediatriche dell’Ospedale Italiano. Si spera che allora l'attesa dei bambini in attesa di un trapianto di fegato sarà più facile.