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Mercoledì 18 Ottobre 2000

Trattamento dei tumori inoperabili del fegato . Una nuova tecnica invia radiazioni al tumore.

 

Un trattamento che può ridare speranza ai pazienti affetti da tumori epatici inoperabili è stata impiegata con successo negli Stati Uniti.

Il Greenebaum Camper Center dell’Università del Maryland di Baltimore  è la prima struttura ad aver usato con successo questo nuovo trattamento chiamato Therasphere.

Tale terapia non-chirurgica ambulatoriale impiega delle microscopiche sferule di vetro per indirizzare le radiazioni direttamente ai tumori.

Il Professor David Van Echo dice “Abbiamo probabilmente una possibilità terapeutica più sicura ed efficace nel trattamento dei pazienti con tumori epatici primitivi. Ciò è importante, considerando sia gli effetti collaterali che i costi di ricovero legati alla chemioterapia.”

Sino ad ora al Greenbaum Cancer Center  sono stati sottoposti a terapia 8 pazienti.

Therasphere viene somministrato tramite un catetere posto nella arteria femorale, spinto poi sino all’arteria epatica, il vaso principale che nutre il fegato. In quella sede vengono liberate nel sangue milioni di microsferule contenenti l’elemento radioattivo Ittrio 90, che viene trasportato direttamente nel tumore. Con Therasphere il tumore può essere trattato con alte dosi di radiazioni per diversi giorni. A differenza dei trattamenti di radioterapia per via esterna, con Therasphere si riduce l’esposizione alle radiazioni dei tessuti sani. Ed i pazienti possono tornare a casa il giorno stesso. E’ cero che le migliori possibilità di guarigione sono offerte dal trattamento chirurgico. Ma sfortunatamente meno del 15 % di questi pazienti possono essere sottoposti a terapia chirurgica, sia perché il tumore è troppo esteso, sia per altri motivi di ordine medico. La chemioterapia inoltre non offre grandi percentuali di sopravvivenza. Thrasphere comunque potrebbe essere impiegato in trattamenti combinati con la chemioterapia, il che potrebbe aumentarne l’efficacia, rispetto ai singoli trattamenti effettuati in modo isolato. Con Therasphere inoltre potrebbe essere possibile un trattamento “ponte” nei pazienti in attesa di un trapianto di fegato.

Il Dr John Toy, Direttore Medico dell’Imperial Cancer Research Fund, dice “Potrebbe trattarsi di un miglioramento nel trattamento dei pazienti nei quali l’opzione chirurgica è improponibile. Si tratta di una tecnica interessante di radioterapia locale per il fegato. Potrebbe essere in grado di apportare una maggiore dose di radiazioni senza comportare un danno agli altri tessuti. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare se si possono avere risultati migliori.”.

Il Dr Kate Law, Direttore dei Programmi Clinici della Cancer Research Campaign, ha dichiarato alla BBC News Ondine: ”Solo un Centro al mondo comunque sta impiegando questa tecnica, ed è veramente troppo presto per stabilire se il modo di trattare i tumori del fegato inoiperabili potrà cambiare veramente.”

I tumori primitivi del fegato – tumori che si sviluppano primitivamente nel fegato – sono diffusi soprattutto nell’Africa sub-Sahariana e nel Sud-Est asiatico, dove giungono a colpire sino al 10% della popolazione.

Tali patologie sono molto meno frequenti in Occidente, dove si associano solitamente con le epatopatie croniche.