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Prof. A.Pinna

 

da: La Repubblica del 31.12.2000

Ecco l'uomo con l'intestino nuovo

Trapianto eccezionale a Modena. La prima volta in Italia
Il paziente, 35 anni, non riusciva più ad assimilare i cibi. Intervento durato 9 ore. L'incognita del rigetto

dal nostro inviato VALERIO VARESI

 

MODENA - Gli hanno sostituito per intero l'intestino incapace di assimilare le sostanze dei cibi. Oltre nove ore di sala operatoria per quello che è stato il primo intervento in Italia e l'ottantesimo nel mondo di trapianto di tutti i visceri: intestino tenue e crasso, oltre alla ricostruzione di due terzi dello stomaco e di metà duodeno. Il capolavoro chirurgico è stato compiuto dall'équipe di Antonio Pinna direttore dell'unità di trapianto multiviscerale e del fegato del policlinico di Modena. Un lavoro eseguito con precisione millimetrica per collocare i metri di intestino del donatore nell'addome del paziente riconnettendo i tessuti e i vasi sanguigni di un organo molto vasto e complesso. Un po' come adattare sotto il cofano di una vettura un motore diverso dall'originale.
Alla fine l'operazione è riuscita e a Modena è stato festeggiato l'inedito intervento destinato a ridare speranza a pazienti come il signore di Catanzaro operato venerdì da Pinna e dai suoi. "Pseudo ostruzione cronica intestinale" era la diagnosi. Una malattia congenita che consiste in una sorta di immobilità dell'intestino con conseguente ristagno di cibi e assenza di assimilazione delle sostanze. I movimenti dell'intestino, infatti, sono la condizione essenziale affinché avvenga il ciclo digestivo e di assorbimento dei nutrienti. Nel paziente trapiantato, invece, i visceri non si contraevano provocando nausee, vomito, dolori addominali e deperimento fisico.
La strada del trapianto era quindi una via obbligata considerato che l'unica alimentazione possibile, nel caso del trentacinquenne calabrese, era quella endovenosa. Così, appena si è prospettata la possibilità di espiantare un organo, i medici dell'équipe modenese si sono messi al lavoro con un sincronismo simile a quello del cambio gomme ai box Ferrari.
Dalla città emiliana, verso l'una di venerdì, è partito in auto Elio Iovine, l'aiuto del professor Pinna. Destinazione l'ospedale delle Molinette di Torino dove un uomo di 42 anni era da poco deceduto in seguito a un incidente stradale. Lì lo attendevano i colleghi del capoluogo piemontese per collaborare all'espianto. Un'ora e mezzo dopo, appena avuta la certezza della donazione, il professor Pinna, a Modena, ha iniziato a togliere dall'addome del paziente l'intestino malato e parte dello stomaco. Tre ore dopo, verso le 5,30, è ritornato da Torino Iovine con l'organo pronto per il reinnesto. Il tutto sul filo dei minuti per evitare che l'intestino prelevato potesse danneggiarsi: dal momento del prelievo al momento del trapianto non devono passare più di 6 ore.
L'operazione vera e propria è cominciata alle 6,30 con la ricostruzione, a partire dall'intestino nuovo, di due terzi dello stomaco e di metà duodeno asportati dal bisturi per garantire una migliore efficacia dell'intervento. Poi la sistemazione dei metri di visceri nell'addome del paziente con un lavoro centimetro per centimetro ricongiungendo vene, arterie, tessuti e nervi. L'ultima operazione di ricucitura ha riguardato la riconnessione dell'intestino nuovo con il retto, l'unico tratto dell'apparato digerente non toccato dal bisturi. Ora che chirurgicamente è filato tutto liscio, la possibilità che il paziente si riprenda completamente è legata al fenomeno del rigetto biologico. L'uomo operato è stato preventivamente trattato con farmaci immunodepressivi, ma le prossime due settimane saranno quelle decisive (Il paziente viene trattato con corticosteroidi, FK 506, Prostaglandine e Zenapak - nota del webmaster). Se su altri tipi di trapianto il fenomeno è controllabile, per un intervento così vasto questo tipo di reazione rimane un'incognita.
Pinna si porta dietro l'esperienza maturata prima alla scuola statunitense di Pittsburgh e poi all'ospedale di Miami, dove questo genere di trapianto è stato sperimentato per la prima volta e dove il chirurgo ha messo a punto la manualità necessaria ad eseguire un'operazione così complicata. Modena ha avuto, ad ottobre, l'autorizzazione ministeriale per eseguire quest'ultima in Italia e assieme a Torino si avvia ad completare un programma coordinato dal Consiglio superiore di sanità. Trapianti multiorgano (tra cui l'intestino) erano stati eseguiti anche all'università La Sapienza di Roma alcuni anni fa, ma questa è la prima sostituzione per intero del solo intestino. Prima che arrivasse in Italia questa nuova tecnica operatoria, i pazienti italiani erano costretti ad emigrare all'estero. Molti di essi proprio a Miami nel centro diretto da Andreas Tzakis.