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Un confronto tra Paracentesi e di TIPSS nei pazienti con ascite

Martin Rossle, Andreas Ochs, Veit Gulberg, Volker Siegerstetter, Joseph Holl, Peter Deibert, Manfred Olschewski, Maximilian Reiser, Alexander L. Gerbes

Dal Medizinische Klinik II (M.R., A.O., V.S., P.D.) ed il reparto di biometria medica (M.O.), della Albrecht-Ludwigs-Universitat, di Freiburg e dal Medizinische Klinik II (V.G., J.H., A.L.G.) e l' istituto di radiodiagnostica (M.R.), Klinikum Grosshadern, Ludwig-Maximilians-Universitat, Monaco di Baviera -- Germania.  

 

 

Premessa. In pazienti con cirrosi ed ascite, la creazione d'uno shunt portosistemico intraepatico transgiugulare può ridurre l'ascite e migliorare la funzione renale. Tuttavia, il beneficio di questa procedura rispetto a quello delle paracentesi con grandi volumi è incerto.

Metodi. Abbiamo assegnato in modo random 60 pazienti con cirrosi ed ascite refrattaria o ricorrente (42 pazienti con  Child-Pugh di classe B e 18 pazienti di classe C) a trattamento con uno shunt transgiugulare (29 pazienti) o a paracentesi con  grandi volumi (31 pazienti).

 La durata media (±SD) del follow-up è stata di 45±16 mesi fra quelli assegnati allo shunt e di 44±18 mesi fra quelli hanno assegnato alla paracentesi. Lo scopo era la valutazione della sopravvivenza senza un trapianto di fegato.

Risultati. Fra i pazienti nel gruppo dello shunt, 15 morirono e 1 fu sottoposto a trapianto di fegato durante il periodo di studio, rispetto a 23 pazienti ed a 2 pazienti, rispettivamente, nel gruppo paracentesi.

 La probabilità di sopravvivenza senza trapianto del fegato fu del 69 per cento ad un anno e 58 per cento a due anni nel gruppo dello shunt, rispetto al 52 per cento ed al 32 per cento nel gruppo paracentesi (P=0.11). In un' analisi multivariata, il trattamento con lo shunt transgiugulare si associò in modo indipendente alla sopravvivenza senza l'esigenza di trapianto (P=0.02).

 A tre mesi, il 61 per cento dei pazienti nel gruppo dello shunt ed il 18 per cento di quelli nel gruppo paracentesi non avevano ascite (P=0.006). La frequenza dell'encefalopatia epatica fu simile nei due gruppi. Dei pazienti assegnati al gruppo paracentesi ma nel quale tale procedura rimase infruttuosa, 10 furono sottoposti a shunt transgiugulare dopo una media di 5.5±4 mesi dopo la randomizzazione; 4 ebbero una buona risposta a questo trattamento “di salvataggio”.

Conclusioni Rispetto alla paracentesi con  grandi volumi, la creazione d'uno shunt portosistemico intraepatico transgugulare può migliorare la possibilità di sopravvivenza senza trapianto del fegato in pazienti con ascite refrattaria o ricorrente.

(N Engl J Med 2000;342:1701-7.)

 

Richiesta di Informazioni

Richieste di ristampe all’indirizzo del Dott. Rossle alla Albrecht-Ludwigs-Universitat, reparto di gastroenterologia, Hugstetterstr. 55, 79106 Freiburg, Germania, o a roessle@mm21.ukl.uni-freiburg.de .