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La Lamivudina per l'epatite B nel trapianto di fegato: l'esperienza di un centro trapianti.
Malkan G, Cattral MS, Humar A, Al Asghar H, Greig PD, Hemming AW, Levy GA, Lilly LB
Department of Medicine, Toronto General Hospital, University Health Network, University of Toronto, Ontario, Canada.

PREMESSA: Il trapianto di fegato per patologie legate all'epatite virle B (HBV) si associa spesso a reifezione e nuova malattia del fegato trapiantato.  La Lamivudina, un potente inibitore della replicazione del virus dell'Epatite B, si Ŕ dimostrato capace di bloccare la ricorrenza virale dopo trapianto.  METODI: Si Ŕ voluta valutare l'efficacia della monoterapia con  Lamivudina nel controllare la ricorrenza di infezione da virus B dopo trapianto di fegato. La Lamivudina venne impiegata in 3 gruppi di pazienti: (1) 13 pazienti vennero trattati  prima e dopo il  trapianto di fegato (2)  15 pazienti vennero trattati solo dopo il trapianto, mentre  (3) 4 pazienti con una epatite B de novo vennero trattati dopo trapianto. RESULTS: Il follow-up medio con trattamento con Lamivudina fu di 23 mesi. La positivitÓ per l'HBVDNA all'inizio del trattamento fu riscontrata in 17 (53%) di 32 pazienti, ma essa scomparve in media dopo 2.4+/-1.6 mesi dall'inizio del trattamento. 26 pazienti (81%) non presentarono alcuna ricorrenza. 6 (19%) presentarono una infezione col mutante YMDD del virus B, ed in due casi si ebbe una evoluzione negativa del graft. Titti e 4 i pazienti del gruppo 1 con reinfezione avevano una positivitÓ immunoistochimica per l'antigene di superficie del virus B nel fegato nativo al trapianto, nonostante in quel tempo fossero HBVDNA negativi sul siero. Non vennero riscontrate differenze tra i tre gruppi, relative alla clearence dell'HBVDNA o all'incidenza di ricorrenza.  CONCLUSIONI: Con il trattamento con Lamivudina si ottenne in quasi tutti i pazienti la clearence del DNA virale. L'espressivitÓ degli antigeni virali sul fegato nativo pare permetta di identificare i pazienti con maggiore rischio di ricorrenza dell'HBVDNA. La sopravvivenza in assenza di malattia dell'81% a 22 mesi Ŕ sovrapponibile ai risultati ottenuti col trattamento immunoglobulinico. Considerata la sua assenza di effetti collaterali e l'efficacia nella prevenzione della ricorrenza della malattia virale, la lamivudina deve essere presa seriamente in considerazione nel trattamento dei pazienti trapiantati per patologie HBV correlate.
Transplantation 2000 Apr 15;69(7):1403-7